Itinerario Rosso


  1. Museo d’Arte Orientale
  2. Frantoio romano
  3. Arco di Riccardo
  4. Chiesa di San Silvestro
  5. Museo Civico di Storia e Arte
  1. Cattedrale di San Giusto
  2. Basilica Romana e Castello di San Giusto
  3. Tor Cucherna
  4. Teatro romano
  5. Ghetto
  6. Ritorno

>> L’itinerario comincia in Piazza Unità d’Italia

1. – Museo d’Arte Orientale

Palazzetto Leo
via San Sebastiano 1
www.museoarteorientaletrieste.it

Il Civico Museo d’Arte Orientale è situato nel cuore di Trieste, a pochi passi da piazza dell’Unità d’Italia.
È il primo museo dedicato specificatamente all’arte orientale che nasce nella città altoadriatica e nella regione Friuli-Venezia Giulia.

Il Museo ospita le collezioni d’arte orientale, ma anche memorie e ricordi di viaggio, armi, strumenti musicali, testimonianze di vario tipo e reperti di carattere etno-antropologico, provenienti da tutta l’area asiatica, in particolare dalla Cina e dal Giappone, e acquisiti dai Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Il percorso del Museo si sviluppa sui quattro piani dell’edificio.
Il percorso espositivo si snoda su quattro livelli e comprende opere d’arte orientale, armi, strumenti musicali e oggetti di carattere etnografico provenienti in particolare dalla Cina e dal Giappone.

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2. – Frantoio Romano

Via dei Capitelli, 8

All’interno dell’edificio di via dei Capitelli 8 è visibile un frantoio per olive realizzato nel V secolo riutilizzando un blocco parallelepipedo decorato appartenuto a un monumento funerario di I secolo d.C. Nella stessa area è stato riconosciuto un tratto di strada coeva con una porta della cinta tarda, riconosciuta poco a monte, all’incrocio con via Crosada.

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3. – Arco di Riccardo

Piazza Barbacan

Porta romana che mostra il rifacimento, attorno alla metà del I secolo d.C., di un passaggio nelle mura della città, fatte costruire da Augusto nel 33-32 a.C., ormai prive della loro funzione difensiva. È una costruzione semplice e solida ornata da lesene e da un motivo vegetale nel sottarco.

La tradizione vuole che il suo nome sia legato al leggendario passaggio in città di Re Carlo Magno o di Riccardo Cuor di Leone.
Può derivare invece dalla corruzione del nome porta del “cardo” (nome latino di una delle due vie principali delle città romane – l’altra è il decumano) o essere deformazione del termine “ricario”, magistratura medievale che doveva avere sede in questa zona.

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4. – Chiesa di San Silvestro (XIII-XIV sec.)

Piazza S. Silvestro

San Silvestro

La chiesa, frutto di un restauro di inizio ’300 è impostata su strutture del ’200, reimpiega finestre a transenna da un precedente edificio di culto e mostra elementi gotici come la finestra archiacuta trilobata accanto al campanile.

All’interno: affreschi frammentari, XIV sec.
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Santuario di Santa Maria Maggiore

Fu edificato (1627 – 1682) dai Gesuiti, giunti nella città nei primi anni del secolo. I lavori però furono ultimati molto tempo dopo.
La chiesa ha pianta a croce latina; l’aula a tre navate è coperta a botte, mentre all’incrocio del transetto si erge la cupola. Nell’abside splende il grande affresco dell’Immacolata Concezione eseguito nel 1842 da Sebastiano Santi. Sull’altare maggiore sono collocate le statue dei Santi Gesuiti Ignazio di Loyola, Luigi Gonzaga, Francesco Borgia e Francesco Saverio, scortati da Angeli.  A destra del presbiterio la cappella della Madonna della Salute con l’opera seicentesca dipinta forse dal Sassoferrato, a sinistra la cappella del Crocifisso. Nei bracci del transetto si fronteggiano gli altari seicenteschi dedicati ai Santi Ignazio e Francesco Saverio. Nelle navate laterali sono collocati altri tre altari. Nei pennacchi della cupola il palmarino Giovanni Battista Bison dipinse, agli inizi dell’Ottocento, i quattro Evangelisti.

5. – Museo Civico di Storia e Arte

Piazza della Cattedrale, 1
Museo di Storia ed Arte – Orto Lapidario, piazza della Cattedrale, 1
3 Museo ottocentesco che raccoglie le lapidi e i reperti della storia locale dalla preistoria all’epoca tardoantica, formatosi intorno al monumento di J.J. Winckelmann, ritenuto il padre dell’archeologia, morto assassinato a Trieste nel 1768. Il museo espone inoltre collezioni dall’Egitto, da Cipro, dalla Grecia e Magna Grecia, dall’Etruria e un piccolo nucleo di ceramiche maya da El Salvador
www.museostoriaeartetrieste.it

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6. – Cattedrale di San Giusto

Piazza della Cattedrale, 3

Sulle strutture di un edificio di epoca romana, nel V sec., fu eretta una chiesa a tre navate. Su di essa, alla metà dell’XI sec., fu costruita una basilica romanica dedicata alla Vergine.

Contemporaneamente, o poco dopo, alla sua destra fu eretto il Sacello di S. Giusto, una piccola basilica dedicata al culto delle reliquie, di cui permangono porzioni di muratura e due delle tre absidi. La trifora sul lato destro e la cupola sono frutto di restauri degli anni ’20 del ’900, ma ripropongono gli elementi originari.
La facciata a capanna della Cattedrale, dominata dal grande rosone, fu realizzata nel ’300 a seguito dell’unificazione degli edifici preesistenti in una cattedrale a cinque navate.  Gli stipiti del portale maggiore sono ricavati da un monumento sepolcrale, dell’inizio del I sec. d.C., appartenuto alla famiglia dei Barbi.

All’interno: affreschi, XIII-XIV sec.; sculture, dipinti su tavola e oreficeria sacra, XIV-XV sec.; sarcofagi dei martiri triestini, XI sec. [approfondisci]

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7. – Basilica romana e Castello di San Giusto

Piazza della Cattedrale

Propilei e Basilica romana

Edificati sul colle di San Giusto, dopo la metà del I sec. d. C., i Propilei costituivano l’imponente ingresso a un’area sacra, che probabilmente conteneva il tempio capitolino.
Erano costituiti da due grandi strutture laterali adorne di colonne con al centro una scalinata. Attualmente sono in parte inglobati nel campanile e nella cattedrale e in parte sepolti nello spiazzo antistante. Nei lavori effettuati tra il 1929 ed il 1934 sono emersi, poco distante dai propilei, la Basilica, ampio edificio civile a tre navate destinato alle sedute del tribunale e agli affari dei mercanti, e l’annessa platea lastricata, il Foro, dove i cittadini romani si radunavano per trattare gli affari. Molti secoli dopo, nel Medioevo, al lato della Basilica romana furono edificati il Castello e la Cattedrale. [approfondisci]

Castello di San Giusto

www.castellodisangiustotrieste.it

Costruito (1468-1636), dagli imperatori d’Austria per proteggere e controllare la città e per dare alloggio al rappresentante imperiale.
Il primo nucleo, la Casa del Capitano, una struttura fortificata affiancata da una torre, successivamente venne inglobata in una fortezza triangolare munita di bastioni di diversa forma ai tre vertici.
Divenuto di proprietà comunale, dal 1936, ospita il Museo del Castello negli ambienti della quattrocentesca Casa del Capitano e con la cappella tardogotica di San Giorgio e la sontuosa Sala Veneta di Giuseppe Caprin con la ricca collezione di armi, del XII e XIX secolo.

Nel Lapidario Tergestino, sono esposti 130 tra iscrizioni, bassorilievi e sculture che consentono di ricostruire la storia e l’aspetto della Tergeste romana.

8. – Tor Cucherna ( XIV sec.)

Torre “Cucherna”

La torre, a pianta poligonale aperta sul lato interno, era compresa nel lato est delle mura cittadine. Alcune fonti ne indicano il nome come “Chiauchiara”.
L’aspetto della parte superiore, merlata, e degli interni risale a restauri del ’900

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9. – Teatro Romano

via del Teatro Romano
In riva al mare, ai piedi del colle di San Giusto, i Romani costruirono un grande teatro capace di contenere 3.500 spettatori. Rimangono la parte inferiore delle gradinate in mattoni (parzialmente rifatte), il grande muro che chiudeva a semicerchio la parte destinata al pubblico, mentre del palcoscenico, che era ricoperto in legno, rimane la “fossa” e della scena solo alcune strutture: doveva essere alta due piani, mossa da porte, colonne e sculture (ora esposte presso il Lapidario Tergestino, nel Castello di San Giusto). In tre iscrizioni dell’epoca di Traiano compare il nome di Q. Petronio Modesto, un illustre personaggio tergestino che finanziò i lavori di ristrutturazione e abbellimento del teatro nei primi anni del II secolo d.C. (la fase originaria dell’edificio si fa risalire alla metà del secolo precedente). Come gli altri monumenti romani subì la spoliazione delle pietre pregiate. Divenne così il solido fondamento per le case che vi si costruirono sopra. Fu individuato nel 1814 da Pietro Nobile, guidato dal nome del luogo “Rena vecia” (Arena vecchia), ma solo nel 1938 venne portato alla luce in seguito ai grandi lavori di demolizione e di riqualificazione urbana.

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10. – Ghetto

L’antico ghetto si estende a pochi passi dal palazzo della Borsa e dalla piazza principale di Trieste, piazza Unità, simboleggiando in questa dislocazione così centrale il ruolo raggiunto, già all’epoca della sua istituzione, nel 1696, dalla Comunità ebraica di Trieste.
Il ghetto viene istituito da Leopoldo I d’Asburgo con decreto imperiale del 28 novembre 1696, il ghetto è dunque situato a Riborgo, nel cuore commerciale di Trieste. Alla popolazione ebraica sono assegnate 13 case intorno alla piazzetta, poi detta delle Scuole ebraiche, e lungo due contrade parallele, circondate da un reticolo di viuzze, che tagliano il quartiere in direzione nord sud. Gli ebrei, un centinaio in tutto, fanno ingresso nel ghetto nel 1697.

Realizzato con la requisizione di più case, vi si  accede dalla Portizza di Riborgo, è circondato da un alto muro ed è munito di tre porte – in piazza del Rosario, in fondo a  via della Beccherie e a Riborgo – vigilate da guardie cristiane e chiuse dal tramonto all’alba. Il quartiere, sito tra piazza della Borsa e il Teatro romano, è circoscritto tra contrada Malcanton, contrada Riborgo e contrada delle Beccherie. Le porte del ghetto si aprono nel 1784, con le Patenti di tolleranza dell’imperatore Giuseppe II e un anno più tardi si abolisce per sempre la segregazione. La maggior parte degli ebrei continua però a vivere in queste vie.

Il quartiere del Ghetto e le sinagoghe sono state travolte dal risanamento della città vecchia intrapreso dal regime fascista. Gli oggetti rituali che ornavano questi antichi luoghi di culto possono ora essere ammirati al Museo ebraico Carlo e Vera Wagner, in via del Monte 7. Le tracce più evidenti e persistenti della presenza ebraica a Trieste si ritrovano nel ghetto di Riborgo, delimitato da piazza Unità d’Italia, piazza della Borsa, il Teatro romano, via Torbandena e via Malcanton.
Le vie del quartiere, il cui asse principale è via delle Beccherie, sono tuttora sede di negozi e di professioni tipiche dell’antiquariato, della vendita e del restauro di mobili, suppellettili e libri e mantengono la vitalità e l’allegria che da secoli le hanno contraddistinte.
(tratto da http://www.triestebraica.it)


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